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La storia di una VOLVO 264, anzi, di due.
 
 

Nell'autunno del 1979 in famiglia si discuteva dell'acquisto di una nuova auto.
La situazione economica non era un granche', stavamo per allargare l'azienda di famiglia, appena acquistato l'immobile, ma la vecchia Lancia Flaminia coupe' ci poneva problemi di affidabilita'.
Caratteristiche richieste, motore a 6 cilindri per una buona capacita' di traino e per precisa richiesta di mio padre, e se possibile, versione station wagon dato che della famiglia faceva parte un cane pastore tedesco.
Non so bene come ma la scelta era ristretta unicamente tra Mercedes e Volvo.
Cataloghi alla mano ricordo che mi venne chiesto un parere tra Mercedes 250 T  e Volvo 265.
Da ragazzino qual'ero, memorizzati i cataloghi, la mia scelta era caduta su Volvo, che proponeva motore a iniezione piu' potente, dotazione full optional di accessori, mentre a prezzo simile Mercedes forniva motore a carburatori e nessun optional, neppure i vetri elettrici.
Stavamo per dare l'ok all'officina Volvo di zona, allora non c'era ancora una vera concessionaria in citta', quando mio padre incontro' il precedente venditore ufficiale Volvo, e lo convinse a cedergli la sua 264 usata del 1976, gia munita di gancio traino, al momento utilizzata dalla moglie come seconda auto.
E cosi', risparmiando una decina di milioni di vecchie lire, arriva a casa una splendida 264 DL a iniezione con cambio a 5 marce, con circa 43mila km, senza particolari accessori tranne il tetto apribile, ma comunque per l'epoca una gran macchina.

Passato qualche anno finalmente venne per me il momento di prendere la patente di guida e la 264 fu' la prima auto con la quale fare pratica; niente male se pensiamo che all' epoca le guide in autoscuola si facevano con una Fiat Ritmo prima serie (che non aveva nemmeno il servosterzo).
Finalmente patentato devo confessare che, piu' o meno di nascosto, qualche volta utilizzai la Volvo anche per recarmi a scuola, si e no ottocento metri da casa, ma arrivare con un auto simile......wow!
In quegli anni poi era scoppiata la moda della Volvo 240 station, e finalmente Volvo aveva la diffusione che si meritava.
Acquistai la mia prima auto, non Volvo, ma dopo solo 4 anni riuscii finalmente a permutarla per la mia prima Volvo, una 740 Gle diesel usata.
E cosi' le Volvo in famiglia divennero due.
Passarono gli anni, la 264 riposava in garage, mio padre la usava sempre piu' raramente, aveva totalizzato poco piu'di 80 mila chilometri.
Nel 1997 fui costretto, per modo di dire, (con molta felicita', per dire la verita') a chiederla in prestito per un paio di settimane essendo rimasto senza auto mentre aspettavo la consegna di una fiammante V70 T5.
Era ancora un gran macchina e un piacere andarci in giro. E cosi' cominciai a valutare che la storica, in tutti i sensi, 264, sarebbe rimasta in famiglia e un giorno sarebbe passata a me come vettura da collezione; non e' da tutti conservare la prima auto guidata nella propria vita.
Tutto questo fino a un brutto giorno di novembre del 1998.......quando la Volvo 264 divenne vittima, nel vero senso della parola, di un pauroso scontro frontale.
Un auto in sorpasso azzardato si trovo' di fronte mio padre, che tento' di evitare lo scontro buttandosi in frenata sulla banchina a lato della carreggiata, ma il conducente dell'altra auto, perso il controllo, fini a schiantarsi con meta' frontale della nostra Volvo.
Mio padre se la cavo' con la frattura di un polso e l'incrinatura di una costola (per la cintura), il guidatore dell'altra auto purtroppo sopravvisse solo qualche ora.
Sembrava il risultato di un crash-test, ma purtroppo era un incidente reale e a bordo non c'erano manichini.
Bisogna dire che l'incidente servi' a certificare la robustezza dell'auto e la serieta' di Volvo che dichiara le sue auto veramente sicure nell'uso quotidiano e non solo nei crash-test pilotati.
Per darvi un idea, la leva del cambio aveva tagliato il pianale arretrando di un decina di centimetri, e lo spigolo anteriore sinistro dell'auto era rientrato all'altezza del mozzo ruota. Ciononostante l'abitacolo era intatto e le porte si aprivano comodamente, solo quella di guida "toccava" leggeramente sulla serratura.
Dopo averla tenuta parecchi mesi in attesa di un tentativo, quasi impossibile, di riparazione, decidemmo per la demolizione, dopo aver smontato alcuni pezzi qua' e la' cosi', senza un motivo preciso.

Nel 2001, con l'arrivo della tecnologia di internet, per curiosita' mi misi alla ricerca di una Volvo 264,  e decisi di mandare una mail a tutte le concessionarie Volvo del nord e centro Italia, non si sa mai che ne avessero una.
Ricevetti alcune risposte relative al modello 262C, e andai a vederne anche un paio, ma o erano troppo da risistemare, o la cifra richiesta era troppo alta. Di berline neanche l'ombra.
Tempo dopo mi arrivo' una telefonata da un concessionario che, non troppo preciso per la verita', mi informava di avere una 264 del 1976 che tenevano per esposizione ma che avrebbero potuto cedere per fare spazio.....ma non mi garanti' sulle condizioni della vettura.
Passarono alcuni mesi, quando, per lavoro, mi trovai in anticipo ad un appuntamento ed ero a una trentina di chilometri da quella concessionaria; decisi di andarci!
Mi ritrovai davanti a una 264 gl oro,  stesso anno di quella avuta, con lo stesso cambio a 5 marce. Non era in cattive condizioni, segnava 43 mila km e parevano essere effettivi, anche se alcune cosette andavano sistemate, pareva veramente una vettura rimasta ferma per lunghi anni.
Tentai una contrattazione,  il prezzo chiesto era un po' alto e non scendevano.
Comunque non riuscii ad andarmene senza averla presa, cosi' lasciai i documenti per il passaggio con la promessa di mandare un bonifico di acconto il giorno dopo.
Due settimane dopo ero in viaggio per portarla a casa, nonostante le (poco) velate resistenze della moglie.

La prima volta che dovetti accompagnare mio padre, che per malattia aveva smesso di guidare, mi presentai a sorpresa con la 264; ci rimase di stucco, emozionato, penso che al momento resto' incerto se avessi fatto risistemare la sua Volvo.

Dopo averla iscritta al Registro Volvo d'Epoca e all'Asi, cominciai ogni anno a sistemare qualcosa, meccanica innanzitutto; Poi montai i cerchi in lega salvati da quella di mio padre, feci rifare gli interni purtroppo, poiche una fascia di 10 cm degli schienali anteriori si era cotta probabilmente col sole.
Per finire  un bel ritocco di carrozzeria per farla tornare veramente perfetta, come volevo.
Trovai nel frattempo alcuni accessori dell'epoca, radio originale Volvo, lo spoiler anteriore montato a partire dai modelli 79/80, e altre cosette che, pur essendo di anni successivi, mi piaceva montare (anche perche' all'epoca erano proposti come accessori per i modelli degli anni precedenti).
In seguito mi capito' di contattare l'appassionato di Volvo che l'aveva ritrovata abbandonata in conto vendita nello scantinato di un salone d'auto, venni cosi' a conoscenza di una parte della storia del "Lingottone", come da lui soprannominata.
Ora riposa nel box (riscaldato) che fu' occupato dalla 264 di mio padre, e ogni tanto si gode qualche meritato giretto, col bel tempo, da vera regina!

Finiti i lavori, cosa mancava se non questo omaggio "in rete".
Internet mi ha permesso di trovarla e mi sembrava giusto renderle onore con un sito a lei dedicato.          F.
 

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